S. Ki.
Secondo Interpol, la criminalità ambientale è diventata la terza attività criminale più redditizia al mondo, dopo il traffico di droga e la contraffazione, generando profitti illeciti per miliardi.
Europol e le Nazioni Unite avvertono che le reti criminali coinvolte nel traffico illecito di rifiuti prendono sempre più di mira i Paesi nei quali vengono applicate sanzioni meno severe.
Già nel 2022 Europol aveva evidenziato come le reti criminali stessero indirizzando quantità crescenti di rifiuti dall’Europa occidentale verso l’Europa centrale e orientale, servendosi anche di imprese legalmente costituite per svolgere attività illecite nella gestione dei rifiuti.
L’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) ha recentemente lanciato un ulteriore allarme: i rifiuti tendono a essere indirizzati verso quei Paesi nei quali le sanzioni previste per questo genere di reati sono più miti.
Il caso di Gospić, in Croazia, e più in generale il problema dell’importazione e dello smaltimento illegale dei rifiuti, ha suscitato nelle ultime settimane grande attenzione nell’opinione pubblica croata.
Proprio nel 2022 – anno in cui, secondo gli investigatori, i rifiuti pericolosi avrebbero iniziato ad arrivare nella regione della Lika – Europol aveva pubblicato una valutazione sulla minaccia rappresentata dalla criminalità ambientale nell’Unione europea.
Il rapporto metteva in guardia dal fatto che le reti criminali attive nell’UE scelgono sempre più frequentemente i Paesi dell’Europa centrale e orientale come destinazione dei rifiuti illegali prodotti nell’Europa occidentale.
Europol aveva inoltre richiamato l’attenzione sulle modalità operative utilizzate nel trattamento illecito dei rifiuti. Una parte significativa dei reati ambientali viene infatti commessa attraverso società legalmente registrate, circostanza che rende questo tipo di illecito più difficile da individuare.
Il costo dello smaltimento illegale o del traffico illecito di rifiuti può essere considerevolmente inferiore rispetto a quello necessario per il loro trattamento nel rispetto della legge. Una differenza che crea un forte incentivo economico alla violazione delle norme.
Secondo l’UNODC, pratiche come lo smaltimento, l’incenerimento, la movimentazione, il trasporto e il trattamento illegale dei rifiuti sono diffuse in tutto il mondo.
Nei traffici internazionali di rifiuti, inoltre, sono spesso proprio i materiali più costosi da trattare a essere trasferiti dalle aree a reddito più elevato verso quelle a reddito più basso.
L’UNODC avverte infine che gli autori di questi reati scelgono frequentemente Paesi nei quali le sanzioni previste per il traffico illecito di rifiuti possono essere notevolmente inferiori ai profitti ottenibili anche attraverso una singola spedizione illegale di rifiuti elettronici.


