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Caserta: infiltrazioni del clan Zagaria nel business dei rifiuti

Un’indagine della Dda di Napoli sul clan Zagaria ha svelato interessi criminali. Custodia cautelare per 23 persone.

La ditta dei rifiuti che ha gestito appalti milionari nel settore dell’igiene urbana in provincia di Caserta era nelle mani del clan Zagaria. Tanto emerge dall’inchiesta giudiziaria coordinata dall’inchiesta della Dda di Napoli sugli affari del clan dei Casalesi, che ha ricostruito il legame tra la società Isvec, che ha svolto il servizio di raccolta dei rifiuti anche nella città di Caserta, e il nipote del capoclan Michele Zagaria, Filippo Capaldo.

La complessa attività investigativa, che ha evidenziato il ruolo di primo piano della camorra anche nel business dei rifiuti, è stata effettuata dai carabinieri del comando provinciale di Caserta che, oggi, con il raggruppamento operativo speciale di Napoli, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 23 persone, 19 in carcere, 4 agli arresti domiciliari, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori, illecita concorrenza con violenze e minacce, riciclaggio, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni, detenzione e porto di armi e munizioni, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.

Il settore dei rifiuti è stato descritto, nell’ordinanza del gip del Tribunale di Napoli Fabio Provvisier, come particolarmente redditizio e attrattivo per il reinvestimento di denaro illecito che, come ricostruiscono gli inquirenti, era andato ad alimentare le casse della società guidata da Ivano Balestriere, finito agli arresti domiciliari.

L’imprenditore era già stato coinvolto da un’altra inchiesta giudiziaria su un presunto sistema di corruzione nei comuni di San Tammaro, Teverola e Camposano (province di Caserta e Napoli), accusato di favori e posti di lavoro in cambio di appalti affidati illegalmente.

L’indagine della direzione distrettuale antimafia di Napoli è iniziata nel 2019 e ha ricostruito le attività del gruppo criminale riconducibile al clan dei Casalesi, fazione Zagaria.

Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, l’organizzazione sarebbe stata guidata dai due fratelli del capo clan Michele, attualmente liberi, che in qualità di reggenti, avrebbero curato l’organizzazione e il coordinamento delle attività delittuose nell’interesse del sodalizio nella provincia di Caserta, nonché da un nipote, Filippo Capaldo, appunto, che, scarcerato nel 2019, si era rifugiato all’estero.

fonte Procura DDA

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