L’episodio alla Specchia Service: ad accorgersi degli ordigni i dipendenti durante le operazioni di cernita e controllo dei materiali
Un pericolo scampato. Sì, perché quelle bombe risalenti al secondo conflitto mondiale trovate in mezzo alla plastica durante le operazioni di cernita e controllo dei materiali dai dipendenti di Specchia Service, a distanza di oltre ottanta anni avrebbero potuto ancora esplodere. Due gli ordigni trovati a distanza di quasi ventiquattro ore all’interno dello stabilimento delle Pianazze. Il primo allarme è scattato ieri mattina all’alba, ma il grosso proiettile da 45 millimetri, lungo più di settanta centimetri, era stato scoperto già la sera prima da alcuni dipendenti dell’azienda che erano impegnati nelle consuete attività su un carico di materie plastiche.
Alla vista dell’ordigno, gli operai hanno immediatamente fermato i macchinari. Ieri mattina è stato preso in carico dalle forze dell’ordine, che hanno creato un cordone di sicurezza attorno allo stabilimento – specializzato nel trattamento di materiali derivanti dalla raccolta differenziata – in attesa dell’arrivo degli artificieri. Gli specialisti dell’Esercito, appartenenti al secondo reggimento genio pontieri di Piacenza, nel pomeriggio con l’ausilio dei vigili del fuoco del comando provinciale hanno prelevato il proiettile, per poi farlo brillare all’interno di una cava situata in Val di Magra. Tutto finito? Nient’affatto. Terminate le operazioni, gli addetti ieri sera hanno ripreso possesso dello stabilimento e, durante le operazione di pulizia, è saltato fuori un altro ordigno. Risultato? Azienda nuovamente chiusa in attesa del secondo intervento degli artificieri, che dovrebbe avvenire oggi. Le indagini sono portate avanti dai carabinieri. Di certo, entrambe le bombe sono state trovate in un carico arrivato da Genova. Proprio nel capoluogo il materiale – bombe comprese – aveva subito un primo trattamento: era stato pressato e compattato in balle, per poi essere trasportato allo stabilimento delle Pianazze per il successivo trattamento. L’ipotesi principale è che sia stato conferito nella raccolta urbana da qualcuno impegnato nello svuotamento di una cantina. Una leggerezza, un gesto che avrebbe potuto avere conseguenze pesanti. Lo stop alle attività della Specchia Service ha ovviamente ripercussioni sulla raccolta della spazzatura. Acam Ambiente – che conferisce nell’azienda delle Pianazze plastica, carta e materiali ingombranti – ha dovuto sospendere temporaneamente in alcune zone della provincia il ritiro dei materiali il cui conferimento avviene proprio nel sito interessato dagli ordigni.
fonte La Nazione


