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Gestione illecita rifiuti, commissariato Corepla: non ha vigilato su Synextra, ditta sotto indagine

Per la prima volta l’amministrazione giudiziaria prevista dal Codice antimafia viene applicata ai reati contro l’ambiente. La replica di Corepla: “Totale estraneità”

Il Tribunale di Milano contesta al consorzio presunte carenze nei controlli che avrebbero consentito il protrarsi delle irregolarità negli impianti Synextra di Corsico e Milano. Gli inquirenti: “Sovrastoccaggi, rifiuti accumulati sul nudo terreno, materiali rietichettati, analisi contestate e carichi respinti all’estero”. Corepla non è indagato per il traffico illecito di rifiuti.

Corepla, il consorzio attivo nel settore dei rifiuti in tutta Italia che raggruppa 2.500 aziende e opera con 7.500 comuni è stato posto sotto amministrazione giudiziaria. La decisione è stata presa dal Tribunale di Milano su proposta della Direzione distrettuale antimafia. Il provvedimento è stato eseguito mercoledì dalla Direzione investigativa antimafia di Milano e dal Reparto operativo dei carabinieri per la Tutela ambientale e la sicurezza energetica.

La prima applicazione

La misura rappresenta una novità sul piano normativo. Si tratta infatti della prima applicazione dell’articolo 34 del codice antimafia legata ai delitti contro l’ambiente, resa possibile dalle modifiche introdotte dal decreto-legge 116 del 2025. Il consorzio coinvolto nel 2025 ha registrato un volume d’affari di 945 milioni di euro. 

Le presunte omissioni nei controlli

Alla base del provvedimento vi sarebbe una presunta agevolazione colposa nei confronti di un’impresa consorziata già finita al centro di un’inchiesta penale per gravi illeciti nella gestione dei rifiuti plastici. I presunti mancati controlli sono emersi dalle indagini svolte dal 2023 al 2025 dai carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica che hanno effettuato accertamenti su delega della Procura della Repubblica di Milano. “Le successive verifiche economico-patrimoniali avrebbero evidenziato carenze nei sistemi di controllo” si legge nella nota diffusa dal procuratore capo Marcello Viola. Ai vertici della struttura viene contestato di non aver attivato le verifiche necessarie per prevenire condotte illecite negli impianti convenzionati dove sarebbe stata confermata “l’esistenza di gravi criticità nella gestione dei rifiuti plastici”. 

“I responsabili del consorzio avrebbero tenuto condotte ritenute non conformi sia agli ordinari criteri di prudenza e corretta gestione aziendale sia agli specifici obblighi previsti dalla normativa in materia di rifiuti, non ponendo in essere alcuna forma di controllo effettivo ed adeguato al fine di neutralizzare il rischio della gestione illecita in tale settore”. Una condotta ritenuta particolarmente grave “in considerazione dell’elevata qualificazione professionale del consorzio e della rilevanza strategica delle attività svolte attraverso la rete dei centri di stoccaggio e selezione, chiamati a garantire elevati standard di sicurezza ambientale sull’intero territorio nazionale”.

Un anno di affiancamento per la gestione

L’amministrazione giudiziaria avrà una durata di dodici mesi. Il tribunale ha nominato un amministratore esterno che affiancherà la gestione per monitorare l’attività d’impresa. L’obiettivo indicato dai giudici è la riorganizzazione dei presidi interni di verifica per garantire la regolarità delle procedure di stoccaggio e selezione dei materiali in tutta Italia.

fonte Milano Today

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