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In fiamme impianto rifiuti coinvolto in inchiesta “Erebus” della Dda Bari

Alle prime luci dell’alba il fumo è ancora denso. Ci sono almeno venti uomini dei vigili del fuoco a cercare di spegnere il pauroso incendio che si è sviluppato nel primo pomeriggio ad Airola, in provincia di Benevento. Ad andare a fuoco un sito di stoccaggio di rifiuti sotto sequestro di proprietà della Eco Energy in via Carracciano. 

In azione, a supporto dei caschi rossi di Benevento, squadre provenienti da Bonea, Salerno, Avellino, Caserta. Partito da un capannone, il rogo ha interessato poi un secondo sito di proprietà di un’altra azienda. Sul posto anche i tecnici dell’Arpac, l’agenzia regionale per l’ambiente che hanno installato un campionatore ma data la portata dell’incendio, l’Agenzia sta anche valutando l’invio di un laboratorio mobile in grado di misurare le concentrazioni orarie di una serie di inquinanti atmosferici.

Il sindaco di Airola ha emanato un’ordinanza consigliando di  tenere porte e finestre chiuse, così come hanno fatto altre amministrazioni dei comuni limitrofi, da Arpaia a Paolisi, Montesarchio e la stessa Benevento.

La matrice del vasto incendio è ancora ignota, non si esclude la pista dolosa. La Eco Energy, proprietaria dello stabilimento, è stata coinvolta in più inchieste giudiziarie già in passato, l’ultima lo scorso maggio, l’operazione Erebus della direzione distrettuale antimafia di Bari. Aveva documentato 126 episodi di sversamento illecito tra Puglia e Campania. 

Fonte: Rainews

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