Un maxi incendio è divampato in un sito di rifiuti ad Airola (provincia di Benevento): fiamme attive da tre giorni, allarme per i livelli di diossina
Un incendio è divampato il 31 agosto 2026 nell’impianto di stoccaggio rifiuti ad Airola, in provincia di Benevento, ed è ancora attivo dopo tre giorni. I primi rilevamenti dell’Arpac indicano livelli di diossina quasi doppi rispetto alle soglie di riferimento, spingendo i comuni della Valle Caudina ad adottare misure precauzionali per la popolazione. Mobilitazione dei sindaci e dei parlamentari per accertare le responsabilità sulla custodia del sito, che era già sotto sequestro.
Un vasto incendio è divampato il 31 agosto 2026 all’interno dell’impianto di stoccaggio rifiuti Eco Energy nell’area industriale PIP di Airola, in provincia di Benevento, con le fiamme che continuano a bruciare da tre giorni.
Il rogo ha interessato un’area di circa 26mila metri quadrati, coinvolgendo oltre un milione di metri cubi di materiale composto da plastica, carta in balle e pneumatici, la cui combustione ha generato una densa colonna di fumo.
Le operazioni di spegnimento sono rese complesse dal crollo parziale della struttura. I Vigili del Fuoco di Benevento, affiancati dai comandi di Avellino, Caserta e Napoli, stanno impiegando un robot idrante guidato a distanza e i mezzi speciali del nucleo GOS per lo smassamento delle macerie e l’estinzione dei focolai interni.
Diossina oltre i limiti
I primi risultati del monitoraggio Arpac hanno rilevato nei pressi del sito una concentrazione di diossine e furani pari a 0,28 pg/Nm3 I-TEQ, valore superiore alla soglia di riferimento fissata a 0,15.
L’agenzia ha installato un laboratorio mobile e tre campionatori ad Arienzo, Bucciano e Rotondi per verificare la qualità dell’aria. Nel frattempo, l’ASL sta eseguendo controlli su colture e allevamenti in un raggio fino a 3 chilometri, mentre Alto Calore ha avviato analisi sulla rete idrica.
I sindaci di Airola, Rotondi e Cervinara hanno disposto la chiusura temporanea delle scuole e invitato la popolazione a tenere le finestre chiuse e lavare bene gli ortaggi. La Protezione Civile ha distribuito mascherine FFP2 ai soggetti fragili.
Le reazioni dei cittadini sui social e le inchieste
Sui canali social ufficiali del Comune di Airola si è scatenata l’esasperazione della popolazione della Valle Caudina, tra commenti di residenti che lamentano l’aria irrespirabile giunta fino a Montesarchio e critiche rivolte alla gestione del territorio con frasi come “pensate a tutti i bambini che stanno respirando questo schifo” e appelli dimissionari verso gli amministratori locali.
L’incendio ha riacceso furiose polemiche sulla sicurezza dell’impianto Eco Energy, che risultava già sottoposto a sequestro giudiziario nell’ambito dell’operazione “Erebus” della DDA di Bari per traffico illecito di rifiuti.
Il consorzio PolieCo ha sottolineato come il fuoco rappresenti solo l’ultimo atto di una filiera di stoccaggio opaca, mentre i sindaci del territorio, guidati da Montesarchio e Paolisi, hanno chiesto di chiarire chi avesse la custodia del sito sequestrato e hanno annunciato la volontà di costituirsi parte civile e di presentare esposti alla Procura della Repubblica.
La vicenda è approdata anche sul piano nazionale con un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato Franco Mari di Alleanza Verdi e Sinistra indirizzata ai Ministri dell’Ambiente e della Salute, affiancata dal deposito di una petizione curata dall’avvocato Teresa Meccariello diretta alle Presidenze di Camera e Senato per richiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare.


