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Inchiesta “Sepultura” su traffico illecito di rifiuti: 5 condanne e 21 assoluzioni 

Si è concluso con cinque condanne e ventotto fra assoluzioni e prescrizioni il processo scaturito dall’inchiesta “Sepultura”, che aveva ipotizzato un vasto traffico e smaltimento illecito di rifiuti nella discarica di contrada Principe, a Camastra, nella provincia di Agrigento. Dopo un dibattimento durato quattro anni, il Tribunale ha emesso la sentenza.

I pubblici ministeri della Procura distrettuale di Palermo avevano chiesto otto condanne e venticinque fra assoluzioni e prescrizioni. In particolare, erano state proposte pene di quattro anni per Donato D’Angelo, tre anni ciascuno per Alfonso Bruno, Calogero Alaimo e Salvatore Alaimo, un anno per Pasquale Di Silvestro, tre anni e sei mesi per Giuseppe Daniele Pistone, Gaetano Rubino e Giuliano Costantini.

La sentenza ha invece disposto cinque condanne: due anni di reclusione per Donato D’Angelo, presidente della A&G srl, Calogero Alaimo, direttore tecnico, Salvatore Alaimo, consigliere della società, e Alfonso Bruno, ritenuto direttore tecnico “di fatto”, tutti per traffico illecito di rifiuti. Un anno di reclusione è stato inflitto a Giuseppe Daniele Pistone, amministratore di uno studio chimico ambientale, mentre la società da lui rappresentata è stata condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria di 60.000 euro. Gli stessi imputati sono stati prosciolti per prescrizione in relazione ad altri capi d’imputazione.

Tutti gli altri imputati sono stati assolti o prosciolti grazie alla prescrizione. Tra questi figurano gli amministratori dell’impresa “Fratelli Cultrera” — Giuseppe, Antonio e Massimo Cultrera — e diversi imprenditori accusati di avere conferito illecitamente rifiuti nella discarica: Salvatore Bonafede, Massimo Barbieri, Francesco D’Alema, Giuliano Costantini, Gaetano Rubino, Anna Maria Rosso, Fabio Borsellino, Tindara Maria Rita Paratore, Antonino Paratore, Francesca Di Gaetano e Gerlando Piparo.

Scagionati anche Luciano Dell’Omo, Filippo Oddo, Danilo Ignazio Russo e Fabrizio Giotti, operatori delle imprese che avrebbero gestito lo smaltimento dei rifiuti nel sito.

L’inchiesta, condotta dalla Procura distrettuale di Palermo, aveva portato a processo trentatré fra persone fisiche e giuridiche, tra cui anche l’ex presidente di Girgenti Acque, Marco Campione, e il suo predecessore Giuseppe Giuffrida, tutti pure scagionati. Secondo l’accusa iniziale, nella discarica di Camastra sarebbero stati smaltiti illecitamente rifiuti speciali di varia natura, anche pericolosi.

Nel collegio difensivo figuravano, tra gli altri, gli avvocati Leonardo Marino, Lillo Fiorello, Gerlando Alonge e Claudio Gallina Montana, che nelle arringhe finali hanno sostenuto la correttezza delle condotte dei propri assistiti. 

Fonte: Agrigento news

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