La Commissione Europea ha presentato oggi una modifica mirata e limitata al Regolamento sui trasferimenti di rifiuti per permettere il proseguimento delle esportazioni di rifiuti urbani misti verso la Svizzera a fini di recupero, inclusi riciclo ed energia.
Molte comunità dell’Unione Europea, soprattutto nelle regioni di confine, dipendono dagli impianti svizzeri vicini per un trattamento efficiente dei rifiuti. Secondo le norme attuali, a partire dal 21 maggio 2026 sarà vietata l’esportazione di rifiuti urbani misti per recupero verso paesi extra-SEE, Svizzera compresa. Senza intervento, questa disposizione rischiava di interrompere pratiche consolidate e sostenibili di gestione dei rifiuti.
Ogni anno circa 200.000 tonnellate di rifiuti urbani misti provenienti da Austria, Francia, Germania e Italia vengono inviate in Svizzera. Un divieto avrebbe costretto a trasportare i rifiuti su distanze maggiori all’interno dell’UE, in alcuni casi sostituendo il trasporto ferroviario (più ecologico) con quello su gomma, con un conseguente aumento delle emissioni di gas serra senza reali vantaggi ambientali o economici.
La proposta della Commissione intende evitare oneri inutili per le autorità locali e gli operatori del settore, mantenendo al contempo elevati standard ambientali. Il divieto di esportazione di rifiuti destinati a discarica o a incenerimento senza recupero energetico rimane in vigore.
«Questa modifica sostiene l’agenda di semplificazione della Commissione e gli obiettivi di economia circolare, garantendo che la gestione dei rifiuti resti efficiente e sostenibile», si legge nella nota dell’Esecutivo europeo.
Il provvedimento sarà ora esaminato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio.
Contesto
Dal 1993 l’Unione Europea regola i trasferimenti transfrontalieri di rifiuti per assicurare una gestione sicura, trasparente e rispettosa dell’ambiente. Il nuovo Regolamento sui trasferimenti di rifiuti, entrato in vigore il 20 maggio 2024, rafforza la responsabilità dell’UE nella gestione dei propri rifiuti e introduce, tra l’altro, il divieto di esportazione di rifiuti urbani misti per recupero verso paesi terzi a partire dal maggio 2026.
La proposta odierna rappresenta un intervento pratico e proporzionato per gestire una situazione specifica senza compromettere gli obiettivi generali di autosufficienza e circolarità del sistema europeo.


