Gli ufficiali della dogana malese hanno iniziato mercoledì ad applicare un divieto totale sull’importazione di rifiuti elettronici (e-waste), con l’obiettivo di chiudere le falle che ancora permettono l’arrivo di spedizioni illegali nel Paese del Sud-Est asiatico.
Ogni anno nel mondo vengono prodotti decine di milioni di tonnellate di rifiuti elettronici. Molti dispositivi e apparecchiature scartate possono rilasciare metalli pesanti, plastica e altre sostanze chimiche tossiche.
Molti Paesi, tra cui la Malesia, hanno già vietato l’importazione di e-waste, ma una debole applicazione delle norme e i ripetuti casi di corruzione sistemica continuano a rendere il Paese un bersaglio attraente per broker senza scrupoli.
Secondo il Basel Action Network (organizzazione che si batte contro lo smaltimento di rifiuti tossici da parte delle nazioni ricche e industrializzate), tra gennaio 2023 e febbraio 2025 la Malesia ha ricevuto oltre 7.500 container di rifiuti elettronici sospetti provenienti dagli Stati Uniti.
A febbraio le autorità malesi hanno deciso di imporre un divieto totale sull’importazione di e-waste, senza alcuna esenzione.
Da mercoledì «l’importazione di rifiuti elettronici (e-waste) in Malesia è completamente vietata in tutti i punti di ingresso del Paese», ha dichiarato il direttore generale delle Dogane malesi, Amran bin Haji Ahmad.
La misura fa parte degli «sforzi per rafforzare i controlli sull’ingresso di rifiuti pericolosi nel Paese e per proteggere l’ambiente», ha aggiunto Amran in una nota.
Nelle scorse settimane le autorità hanno ottenuto importanti successi nel contrastare le importazioni illegali. Lunedì scorso, una task force speciale ha sequestrato 242 tonnellate di rifiuti elettronici durante un blitz al porto di Port Klang, il più grande e trafficato porto della Malesia.


