L’azione giudiziaria strutturale sul litorale domitio per la lotta all’abusivismo demaniale marittimo entra in una fase ancora più incisiva, segnata da sequestri, demolizioni e attività di ripristino che stanno progressivamente restituendo porzioni di costa alla legalità e alla fruizione pubblica, grazie alle attività coordinate a livello distrettuale dal Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Napoli di intesa con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Tale attività conferma un impegno costante e ad alta intensità nel contrasto a tutte le forme di occupazione illegittima del demanio marittimo, con particolare attenzione agli illeciti ambientali e alle trasformazioni edilizie realizzate senza alcun titolo autorizzativo.
Non si tratta di interventi isolati, ma di una nuova strategia organica, coordinata e continuativa che mira a incidere in profondità su un fenomeno radicato, capace negli anni di alterare in modo significativo l’equilibrio ambientale e paesaggistico della fascia costiera, riaffermando la legalità su litorale domitio, quale area demaniale di notevole importanza infrastrutturale e naturalistica.
Nei territori dei Comuni di Castel Volturno, Mondragone e Sessa Aurunca, le attività investigative e i controlli sul campo hanno portato all’esecuzione di numerosi sequestri preventivi, riguardanti stabilimenti balneari, intere aree inurbate – vere e proprie piccole città con i relativi servizi – e anche semplici strutture precarie realizzate abusivamente su area demaniale marittima, in totale assenza di autorizzazioni edilizie, paesaggistiche e ambientali, ovvero in presenza di titoli illegittimi, anche per la decadenza degli stessi imposta dalle norme di prevenzione anti-mafia.
Particolarmente significativo è anche il dato relativo alle demolizioni degli immobili ad uso abitativo e turistico recettivo: in più del 30% degli immobili, infatti, gli stessi indagati hanno chiesto di procedere autonomamente all’abbattimento delle opere abusive e con ultimazione delle operazioni nel 25% dei casi, sostenendone integralmente i costi. Un fenomeno che, considerando la realizzazione di alcune abitazioni poi abbattute da parte di esponenti del Clan Belforte, rappresenta una novità e che attesta la solidità delle scelte investigative compiute, un passo concreto verso il ripristino dello stato dei luoghi e, anche, un segnale evidente di riconoscimento delle responsabilità.
La costa, massivamente compromessa da interventi abusivi, torna così al centro di un’azione di salvaguardia che unisce repressione e ripristino in una logica di legalità non negoziabile e attraverso un’azione concreta, visibile e destinata a proseguire nel tempo, sino al totale ripristino della legalità sul litorale.
LOCALITA’ Bagnara del Comune di Castelvolturno
Procedimenti:
Nel corso delle attività di contrasto all’abusivismo demaniale marittimo, è stato disposto il sequestro complessivo di 80 immobili in località Bagnara, alcuni realizzati da esponenti del Clan Belforte, nel Comune di Castel Volturno, ricadenti su area del demanio marittimo e realizzati in totale assenza dei necessari titoli edilizi, paesaggistici, sismici e ambientali.
Degli immobili sequestrati, 19 sono già stati completamente demoliti. Le operazioni di abbattimento sono state eseguite su iniziativa degli stessi indagati, che hanno scelto di farsi carico integralmente degli oneri economici per la rimozione delle opere abusive.
Si tratta di una decisione significativa, che assume il valore di una concreta assunzione di responsabilità e di una forma di collaborazione con l’Autorità Giudiziaria, evidenziando un chiaro riconoscimento dell’illegittimità delle condotte contestate.
Ulteriori 8 immobili risultano attualmente in corso di demolizione e il numero delle nuove istanze di auto abbattimento è in costante aumento.
Violazioni contestate:
- art. 30,44, comma 1, lett. c), 93,94,95 D.P.R. 380/2001
- artt. 54, 55 e 1161 Codice della Navigazione
- artt. 93 e 95 D.P.R. 380/2001
- art. 181 D.Lgs. 42/2004
- art 633 e 639bis.c.p.
STRUTTURA “LE DUNE” Comune di Mondragone
È stato disposto il sequestro di un’area demaniale marittima di circa 14.000 mq, in relazione a plurime violazioni della normativa ambientale, edilizia e paesaggistica, tra cui la realizzazione di opere abusive, l’occupazione non autorizzata del suolo pubblico e la mancanza dei necessari titoli autorizzativi.
L’operazione ha consentito di liberare una vasta porzione di demanio marittimo, restituendo alla collettività spazi che erano stati sottratti all’uso pubblico e alla fruizione libera dei cittadini per destinarli ad una struttura turistico- ricettiva, in cui ogni anno soggiornavano un numero consistente di famiglie. Si tratta di un intervento significativo, avendo restituito alla collettività un bene pubblico sfruttato illegalmente dall’iniziativa economica privata.
Violazioni contestate:
- artt. 137 e 256 D.Lgs. 152/2006
- artt. 54 e 1161 Codice della Navigazione
- artt. 30, 44 lett. c), 93 e 95 D.P.R. 380/2001
- art. 181 D.Lgs. 42/2004
Stato attuale: l’area risulta completamente liberata dalle opere abusive
LIDO SOLEADO” Comune di Mondragone
Sequestrato uno stabilimento balneare con tutte le opere e le installazioni abusive realizzate su area del demanio marittimo. Un’azione che ha ripristinato la legalità sull’area demaniale occupata dallo stabilimento balneare.
Violazioni contestate:
- artt. 54, 55 e 1161 Codice della Navigazione
- art. 44, comma 1, lett. c) D.P.R. 380/2001
- artt. 93 e 95 D.P.R. 380/2001
- art. 181 D.Lgs. 42/2004
Stato attuale: area sottoposta a sequestro con attrezzature presenti.
“LIDO RIVIERA” – Località Stercolilli – Comune di Mondragone
Sequestro di stabilimento balneare e manufatto ad uso abitativo realizzati integralmente su area demaniale marittima in totale violazione dei vincoli ambientali, paesaggistici e archeologici. Questo intervento dimostra la massima attenzione alla tutela del demanio marittimo e al rispetto delle regole, per proteggere le coste e il patrimonio naturale e culturale della comunità.
Violazioni contestate:
- artt. 54 e 1161 Codice della Navigazione
- art. 44, comma 1, lett. c) D.P.R. 380/2001
- artt. 633 e 639-bis c.p.
- art. 181 D.Lgs. 42/2004
- art. 256, comma 2, D.Lgs. 152/2006
Abitazione abusiva – Località Stercolilli – Comune di Mondragone
È stato disposto il sequestro di un immobile ad uso abitativo realizzato sine titulo su sedime demaniale marittimo. L’opera, costruita senza alcuna autorizzazione, ha costituito una occupazione illecita di un bene pubblico, sottraendo al libero accesso della collettività uno spazio destinato all’uso comune.
L’intervento ha permesso di ripristinare la legalità e la fruizione del demanio, riaffermando il principio che ogni occupazione o trasformazione del suolo pubblico deve avvenire nel rispetto delle norme e degli obblighi concessori. Questa azione si inserisce in una strategia più ampia di controllo e tutela della fascia costiera, a garanzia della protezione del patrimonio demaniale e della collettività.
Violazioni contestate: artt. 54 e 1161 Codice della Navigazione
ABITAZIONE ABUSIVA – Comune di Mondragone
È stato disposto il sequestro di un manufatto ad uso abitativo, esteso su una superficie complessiva di circa 850 mq, realizzato in assenza di titolo su sedime appartenente al demanio marittimo.
L’opera, priva di qualsiasi legittimazione sotto il profilo edilizio e paesaggistico, ha determinato una indebita occupazione e trasformazione di un bene pubblico per sua natura destinato all’uso collettivo, compromettendone la libera fruizione e alterandone l’originaria destinazione.
L’intervento si è reso necessario anche in ragione della totale assenza delle prescritte autorizzazioni paesaggistiche e del titolo abilitativo edilizio previsto dalla normativa vigente, a tutela dell’integrità del territorio costiero e del demanio marittimo
Violazioni contestate: artt. 54 e 1161 Codice della Navigazione
Arredi da Mare
Si è proceduto al sequestro degli arredi da mare (ombrelloni, gazebo e lettini) collocati e mantenuti in assenza di titolo autorizzativo su area del demanio marittimo, configurando una condotta di occupazione abusiva mediante apprensione e mantenimento del possesso del bene pubblico.
La presenza stabile e non autorizzata di tali strutture integra, infatti, una forma di indebita sottrazione di porzioni di arenile alla disponibilità collettiva, determinando un utilizzo esclusivo di fatto in assenza di concessione.
Tale condotta preclude e limita concretamente la libera fruizione del bene demaniale marittimo da parte degli utenti del mare, in violazione dei principi di uso pubblico e paritario accesso che regolano il demanio, alterando la destinazione naturale dell’area e compromettendo il diritto della collettività a usufruirne liberamente.
Violazioni contestate: artt. 54 e 1161 Codice della Navigazione
Cantiere Nautico – Comune di Sessa Aurunca
Si è proceduto al sequestro del Cantiere Nautico alla luce delle gravi irregolarità diffuse riscontrate sia sotto il profilo ambientale per la mancanza di Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), gestione illecita dei rifiuti speciali con superamento dei limiti temporali, irregolarità nella tenuta dei registri, in materia di sicurezza sul lavoro per la mancata nomina del medico competente e omessa formazione.
Violazioni contestate:
- artt. 256 co. 1 lett. A) e lett. B) e co. 2, 269 co. 1, 279 co.1 e 185 bis c.2 del D.lvo 156/06
- art 55 co. 5 lett. C) del D.lgs 81/08;
- art. 31, 93 e 94 del DPR 380/01
Località Baia Domizia Comune di Sessa Aurunca
Nel quadro delle attività di contrasto all’abusivismo sul demanio marittimo, prosegue senza arretramenti l’azione di ripristino della legalità lungo la fascia costiera. A Baia Domizia, nel Comune di Sessa Aurunca, è stato disposto il sequestro di manufatti e opere realizzati e mantenuti su area demaniale marittima in assenza di titolo.
In particolare, si tratta di recinzioni, un casotto in muratura, container e strutture in tufo che, per caratteristiche e modalità di installazione, hanno determinato una stabile occupazione e una trasformazione del suolo demaniale.
Opere che, di fatto, hanno sottratto porzioni di litorale alla libera fruizione collettiva, alterandone la naturale destinazione e configurando un utilizzo esclusivo di un bene pubblico.
Violazioni Contestate:
- artt. 54, 55 e 1161 Codice della Navigazione
- art. 30,44, comma 1, lett. c), 93,94,95 D.P.R. 380/2001
- artt. 93 e 95 D.P.R. 380/2001
- art. 142 e 181 D.Lgs. 42/2004
- art 633 e 639bis.c.p.

Tratto di fiume Volturno occupato da manufatti abusivi, cd CALA CALA
Nell’ambito di vigilanza e contrasto condotta lungo le sponde del tratto terminale del fiume Volturno hanno avuto inizio le operazioni di demolizione delle strutture da pesca realizzate abusivamente nel comune di Castel Volturno (CE), per una lunghezza di circa 9 km a partire dalla foce.
Trattasi in totale di 60 strutture, realizzate diversi anni addietro, costruite generalmente con elementi strutturali tipo tralicci e cavi in acciaio capaci di sostenere una grossa rete da pesca di forma quadrata, denominata “Cala Cala”, delle dimensioni planimetriche di 10 mt. x 10 mt. (dislocate quasi tutte nella mezzeria del fiume), nonché di un locale, realizzato sulla sponda del fiume, in cui è allocato l’argano ed il verricello azionato da un motore a scoppio o elettrico che servono a movimentare in verticale la grossa rete da pesca, oltre che per il contenimento di attrezzature varie e di un piccolo natante necessario per il recupero del pescato sotto la rete al centro del fiume.
I predetti locali sono realizzati generalmente con l’utilizzo di container fuori uso o con degli elementi metallici o murari poggianti su un basamento in calcestruzzo cementizio e copertura in lamiera coibentata.
La permanenza in sito di tali strutture integra – sebbene in tale fase embrionale delle indagini preliminari – i seguenti reati che sono stati già stati ricostruiti dagli appartenenti ai Carabinieri Forestale ed alla Capitaneria di Porto:
occupazione abusiva di suolo demaniale (artt. 633 e 639 bis c.p.); violazioni norme urbanistico-edilizie di cui al D.P.R. 380/2001;
violazione norme paesaggistiche e di protezione delle bellezze naturali (art. 181 D.Lgs. 42/2004 e 734 c.p.);
violazione norme a tutela di habitat naturale (art. 733bis c.p.);
violazione norme sulla tutela idraulica e delle acque pubbliche (art. 97 lett. c) del R.D. 25/07/1994 n. 523).
Inoltre, in ragione del sovrapporsi delle diverse competenze amministrative che sussistono su detti manufatti abusivi (Regione Campania quale soggetto gestore della proprietà demaniale dello Stato; Provincia di Caserta quale soggetto competente sull’officiosità idraulica del corso d’acqua Fiume Volturno; il Comune di Castel Volturno per la competenza in materia urbanistico-edilizia) è stato necessario intraprendere un’azione di raccordo tra i predetti Enti al fine di poter addivenire alle operazioni di demolizione iniziate il 10 marzo e che proseguiranno per diversi giorni fino al completamento delle stesse. Ognuno di detti Enti ha infatti fornito un fattivo contributo per garantire il buon esito dell’operazione:
il Comune di Castel Volturno ha adottato per ognuna delle strutture da pesca abusive un’ordinanza di demolizione e di rimessione in pristino, ed alla decorrenza del termine concesso, ha redatto verbale di inottemperanza;
la Regione Campania ha stanziato un finanziamento di euro 593.317,04 in favore della Provincia di Caserta, individuato quale soggetto attuatore, che è l’organo tecnico competente per l’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria concernenti l’officiosità idraulica del fiume Volturno;
la Provincia di Caserta di Caserta ha elaborato il progetto esecutivo degli interventi di demolizione ed ha esperito la gara d’appalto che è stata aggiudicata ad una ditta di costruzioni di Afragola (NA).
Gli interventi di demolizione hanno avuto una durata complessiva di tre mesi.
Ed infatti, in data 10/06/2025 si sono concluse le operazioni di demolizione delle 60 strutture abusive, comprensive della gestione e dello smaltimento dei rifiuti prodotti.
A seguito delle indagini svolte, sono state redatte e trasmesse a codesta Procura n. 60 informative di reato, una per ciascuna delle strutture abusivamente realizzate, delle quali:
- n. 58 risultano a carico di soggetti ignoti, non essendo stato possibile individuare i diretti responsabili dei manufatti e pertanto archiviate;
- n. 2 a carico di soggetti noti, nei cui confronti il Comune di Castel Volturno ha già avviato le procedure in danno per il recupero delle somme anticipate, destinate al ripristino dello stato dei luoghi.
Alla luce di quanto sopra rappresentato, si attesta che le operazioni di demolizione si sono concluse con pieno successo, restituendo alla collettività un tratto del fiume Volturno completamente liberato da opere abusive, tralicci, cavi e reti che per anni hanno ostacolato il regolare deflusso delle acque, compromesso il paesaggio naturale e costituito un simbolo di persistente illegalità sul territorio.
Lido Nettuno – Comune di Castel Volturno, via Domitiana
All’ esito di una complessa attività investigativa diretta dalla Procura e svolta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Caserta e dalla Compagnia di Mondragone della Guardia di Finanza e dalla Capitaneria di Porto di Castel Volturno, questo Ufficio ha emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza del lido balneare “Nettuno”, sito sul litorale del Comune di Castel Volturno la cui concessione è, ad oggi, intestata ad una società riconducibile ad un pregiudicato attualmente detenuto per espiazione pena intervenuta per condanna definitiva emessa dalla Corte d’Appello di Napoli per delitto di criminalità organizzata, nonché destinatario della misura di prevenzione della sorveglianza speciale della pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza.
Il sequestro è intervenuto in quanto in base alle disposizioni del Codice Antimafia è vietato ai condannati per fatti di criminalità organizzata di godere della concessione, della quale, invece, la società sopra detta continuava a godere.
Violazioni contestate: 54, 1161 Cod. Nav. e 67 co. 2-4-8 del D.lvo 159/2011
Lido La Favorita, bar ristorante Alta Marea – Comune di Castel Volturno, via Domitiana
Nell’ambito del citato procedimento penale, la Squadra Mobile di Caserta, il Nucleo Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta e la Guardia Costiera di Castel Volturno hanno eseguito il sequestro preventivo dell’area bar-ristorante di uno stabilimento balneare ubicato in Castel Volturno.
In particolare, dalle attività investigative dirette da questa Procura è emerso che gli spazi del lido deputati alla ristorazione risultavano formalmente intestati a una società facente capo ad una donna ventiquattrenne, originaria della provincia di Napoli, ma da tempo residente a Castel Volturno.
Le attività investigative hanno evidenziato che l’ampia area bar-ristorante era di fatto gestita dal padre della donna, condannato in appello per concorso esterno in associazione mafiosa poiché riconosciuto contiguo ad un clan della malavita, con conseguente violazione dell’art. 67 del codice antimafia.
Il provvedimento adottato d’urgenza da parte di questo Ufficio è stato poi convalidato dal GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Violazioni contestate: 54 – 1161 (in rel. all’art 45 bis) Cod. Nav. – 67 co. 1, 2, 4 , 8 D. L.gvo n. 159/2011, 495 in rel all’art. 76 dpr 445/2000
Lido dei Gabbiani – Comune di Castel Volturno località Pinetamare
All’esito di una complessa attività investigativa diretta dalla Procura e svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta e dalla Compagnia di Mondragone della Guardia di Finanza nonché dall’Ufficio Locale Marittimo di Castel Volturno della Capitaneria di Porto Guardia Costiera, in accoglimento della richiesta dell’ufficio requirente, è stato sequestrato lo stabilimento balneare Lido dei Gabbiani, sito sul litorale del Comune di Castel Volturno, in località Pinetamare, della cui concessione è intestatario un pregiudicato gravato da una condanna definitiva per fatti di criminalità organizzata. Nel dettaglio, per i soggetti che sono condannati per reati particolarmente gravi come quelli contro la criminalità organizzata ovvero i destinatari di una misura di prevenzione definitiva, la legge stabilisce che tra gli effetti vi sia anche l’impossibilità di ottenere determinate autorizzazioni, concessioni, iscrizioni, attestazioni, abilitazioni e contributi, e che tali misure comportano la decadenza da quelle già ottenute.
I mirati approfondimenti svolti dalla Guardia di Finanza e dalla Capitaneria di Porto Guardia Costiera hanno permesso di accertare come il condannato abbia continuato a beneficiare della concessione balneare, attribuitagli in data antecedente alla condanna, mediante la quale gestiva il relativo stabilimento.
Alla luce di quanto sopra, veniva accertato l’utilizzo della licenza sine titulo configurando il reato previsto e punito dal Codice della Navigazione di occupazione abusiva di spazio demaniale.
Violazioni contestate: 54 – 1161 Cod. Nav. – 67 co. 1, 2, 4 , 8 D. L.gvo n. 159/2011, 495 in rel all’art. 76 dpr 445/2000
Comune di Castel Volturno località Pinetamare – Impianto di sollevamento
Nell’ambito del citato procedimento penale, a seguito di complesse attività d’indagine dirette dallo scrivente Ufficio e condotte da personale dell’Ufficio Locale Marittimo Guardia Costiera di Castel Volturno unitamente al Nucleo CC Forestale di Castel Volturno ed ai tecnici del Dipartimento Provinciale Arpac, è stato eseguito il sequestro preventivo dell’impianto di sollevamento delle acque reflue sito in Castel Volturno, località Pinetamare.
Le indagini traevano origine dal fenomeno della moria di fauna ittica verificatosi in data 30.8.2023 presso il bacino della Darsena San Bartolemeo.
All’esito delle analisi dei campioni di acqua ivi prelevata emergeva la totale assenza di ossigeno, causa della moria dei pesci.
Veniva inoltre accertato che l’impianto di sollevamento, ha recapito finale nel bacino della darsena ed è malfunzionante poiché realizzato in maniera difforme dal progetto autorizzato dall’ente locale.
Allo stato, l’impianto è ancora in sequestro e la società proprietaria è tenuta ad adempiere alle prescrizioni individuate dall’Arpac, atte a garantirne il corretto funzionamento.
Fonte: Comunicato stampa Procura Repubblica Santa Maria Capua Vetere



