Oltre 20 tonnellate di materiali edilizi e bituminosi al centro dell’indagine della Dda e della Guardia di finanza. Sequestrate tre società, otto terreni, cinque camion e 115 mila euro
Un’inchiesta che parte dai rifiuti provenienti da demolizioni edilizie e dalla scarificazione delle strade e arriva a diversi siti della provincia di Messina, dove secondo la ricostruzione investigativa il materiale sarebbe stato conferito senza il trattamento previsto dalla normativa.
È questo il quadro dell’operazione condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Messina e dal Gico della Guardia di finanza, che ha portato al sequestro preventivo di tre società, otto terreni, cinque automezzi e disponibilità finanziarie per circa 115 mila euro. Gli investigatori hanno quantificato in oltre 20 mila chilogrammi i rifiuti che sarebbero stati gestiti illecitamente.
Secondo l’accusa, le società coinvolte disponevano delle autorizzazioni per il trattamento di determinati rifiuti, ma avrebbero aggirato le procedure previste per la caratterizzazione e il recupero. I materiali sarebbero stati in alcuni casi scaricati in aree prive delle necessarie autorizzazioni e in altri commercializzati senza essere stati sottoposti al trattamento previsto, accompagnandoli con documentazione che ne avrebbe falsamente attestato il recupero.
Nel mirino degli investigatori sono finite anche le modalità di tracciamento dei rifiuti: nell’inchiesta vengono contestate, a seconda delle posizioni, omissioni nella compilazione dei formulari obbligatori e irregolarità nei registri di carico e scarico.
Le contestazioni riguardano fatti collocati tra il 2021 e il 2024 e diversi territori della provincia, tra Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo, San Filippo del Mela, Furnari e Villafranca Tirrena. Gli investigatori hanno utilizzato attività di osservazione e controllo, pedinamenti e riprese per ricostruire i movimenti dei mezzi e le modalità di conferimento.
Sono complessivamente 23 le persone indagate, a vario titolo e in concorso tra loro, per l’ipotesi di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. Per sei di loro la Procura ha chiesto misure cautelari personali e dovrà quindi svolgersi l’interrogatorio preventivo davanti al gip.
fonte Messina Today


