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Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, XIX Legislatura (2022-2027)

Dal 1995, anno in cui venne istituita per la prima volta una Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, l’Italia ha avviato un percorso di indagine sistematica su uno dei temi più delicati e controversi della gestione ambientale. Mentre la Commissione Antimafia risale al 1962, quella sulle cosiddette ecomafie è una conquista più recente, ma altrettanto significativa. A partire dalla XIII legislatura, queste commissioni sono diventate bicamerali, istituite con legge, e hanno prodotto relazioni fondamentali per comprendere il fenomeno, denunciare le criticità e formulare proposte concrete.


XIX Legislatura

Relazione annuale della commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti 2023 – XIX Legislatura (2022–2027) | Intero documento

La relazione intermedia approvata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti nella XIX legislatura (Doc. XXIII, n. 6) rappresenta un primo importante bilancio delle attività svolte nei primi mesi del mandato. Istituita con deliberazione parlamentare nel 2023, la Commissione ha dato continuità al lavoro svolto nelle legislature precedenti, ma ha anche avviato nuove indagini su fenomeni emergenti che mettono sotto pressione il sistema italiano di gestione ambientale.

Il documento illustra il metodo di lavoro adottato: un’impostazione multidisciplinare fondata su audizioni, sopralluoghi, richiesta di documentazione a enti pubblici e privati, e dialogo costante con le autorità giudiziarie. Particolare attenzione è stata data alla ricognizione territoriale, con missioni conoscitive già avviate in diverse regioni, tra cui Lazio, Calabria, Campania e Puglia.

La Commissione ha segnalato come permangano gravi criticità nella chiusura del ciclo dei rifiuti in molte aree del Paese. Il ricorso massiccio alla movimentazione extraregionale e le difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi di riciclo mostrano una persistente fragilità dell’architettura impiantistica nazionale.

Tra i temi emergenti affrontati nella relazione:

  • il trattamento illecito dei rifiuti prodotti dal settore della moda e del tessile, con focus particolare su Prato e i distretti industriali del Centro Italia;
  • le anomalie nei trasporti transfrontalieri e le rotte verso paesi terzi;
  • le infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione di impianti e discariche, anche attraverso prestanome e società di comodo;
  • il ritardo delle bonifiche nei siti contaminati, con particolare riferimento alle aree industriali dismesse.

La relazione evidenzia infine la necessità di accelerare l’attuazione delle riforme previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la componente green, potenziando il sistema di tracciabilità dei rifiuti, semplificando le procedure autorizzative e rendendo più efficace il coordinamento tra Stato, Regioni e Comuni.

Questa prima sintesi dei lavori della XIX legislatura indica una volontà chiara: trasformare la Commissione in un osservatorio avanzato e operativo, capace di incidere concretamente nella prevenzione dei crimini ambientali e nella costruzione di un modello circolare e sostenibile.

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