Il rapporto OCSE “Monitoring Trade in Plastic Waste and Scrap 2026” (Environment Working Paper No. 279):
- Contesto e obiettivo del monitoraggio: Il documento fa parte della serie annuale dell’OCSE che traccia l’evoluzione del commercio internazionale di rifiuti e rottami di plastica (codice HS 3915), integrando per la prima volta i dati ufficiali del 2024. Dal 2014 al 2024, il commercio globale di plastica da riciclo si è ridotto di oltre la metà, in gran parte a causa del blocco delle importazioni in Cina (policy “National Sword” del 2018) e dei controlli rafforzati dalla Convenzione di Basilea e dalla Decisione OCSE del 2021.
- Ripresa del calo nel commercio globale: Nel 2024 il commercio mondiale di rifiuti di plastica è sceso del 7,7% (-0,5 Mt) rispetto al 2023, attestandosi a 6,2 Mt (il calo annuo più consistente dal 2020). Rispetto ai circa 370 Mt di rifiuti plastici generati ogni anno nel mondo, solo l’1,6% viene scambiato a livello transfrontaliero.
- Dominanza degli scambi intra-regionali e intra-OCSE: Il 59% del commercio globale avviene tra paesi membri dell’OCSE. Gli scambi intra-regionali tra i soli paesi OCSE europei costituiscono da soli il 48% del totale mondiale.
- Crescita delle esportazioni verso paesi non-OCSE: Nonostante la contrazione del commercio globale, le esportazioni dai paesi OCSE verso destinazioni non-OCSE sono aumentate del 15% (+0,21 Mt) nel 2024, confermando il rialzo già registrato nel 2023 (+19%) e invertendo la contrazione del biennio 2021-2022. I maggiori esportatori OCSE verso mercati non-OCSE sono Giappone (che invia il 90% del suo totale fuori dall’OCSE), Germania, Paesi Bassi, Spagna e Stati Uniti.
- Principali paesi di destinazione: Le prime destinazioni non-OCSE rimangono in Asia sud-orientale: Malesia (0,67 Mt), Viet Nam (0,43 Mt) e Indonesia (0,26 Mt). Tra i paesi OCSE, la Turchia si conferma un importante importatore globale, registrando il maggior incremento annuo netto nel 2024 (+22%, +0,09 Mt).
- Hub logistici e intensità commerciale: Analizzando i volumi normalizzati rispetto al PIL (intensità commerciale), Malesia, Turchia e Viet Nam presentano la più alta intensità di importazione. Belgio, Paesi Bassi e Polonia mostrano un’elevata intensità sia nelle importazioni che nelle esportazioni, confermando il loro ruolo centrale come hub di transito e riesportazione.
- Divario di valore e qualità dei materiali: La plastica scambiata tra paesi OCSE continua ad avere un valore medio per chilogrammo (USD/kg) nettamente più alto rispetto a quella esportata verso paesi non-OCSE. Nel 2024 questo divario di prezzo è tornato ad allargarsi, indicando che i materiali inviati verso i paesi non-OCSE sono mediamente di qualità inferiore, meno selezionati e più difficili da riciclare.
- Composizione dei polimeri esportati: La quota maggioritaria degli scambi appartiene alla categoria “altre plastiche non classificate” (HS 391590), pari al 48% (2,9 Mt) delle esportazioni OCSE. Seguono i polimeri di etilene (HS 391510) con 2,4 Mt. Le esportazioni di scarti di PVC (polimeri di cloruro di vinile, HS 391530), soggetti a norme di controllo particolarmente severe, sono aumentate del 6% verso i paesi non-OCSE, guidate dal Giappone verso la Malesia.
- Implicazioni ambientali: Il costante invio di plastica a basso valore verso paesi a medio e basso reddito solleva preoccupazioni di sostenibilità, poiché tali destinazioni potrebbero non avere capacità sufficienti per la gestione ecologicamente compatibile dei residui di riciclo, alimentando il rischio di inquinamento plastico locale e marino


