Relazione sul fenomeno dei traffici transnazionali di rifiuti (approvata il 1° aprile 2026 dalla Commissione parlamentare d’inchiesta).
Premessa e obiettivi
- La Commissione analizza i traffici illeciti transnazionali di rifiuti (intra ed extra UE), un fenomeno in crescita legato alla criminalità di impresa e organizzata (anche mafiosa), che sfrutta canali simili al traffico di stupefacenti.
- Focus su risparmio illecito nella filiera di riciclo/smaltimento, uso di società estere “scatole vuote”, collusioni/corruptioni e impatti su ambiente, salute pubblica, economia e legalità.
- L’Italia è particolarmente attiva grazie a indagini giudiziarie, ma evidenzia disomogeneità con altri Stati UE/terzi. La relazione integra audizioni, missioni, casi giudiziari e quadro normativo.
Capitolo 1 – Quadro normativo
- Internazionale: Convenzione di Basilea 1989 (controllo movimenti transfrontalieri, divieto Ban Amendment, obblighi di notifica e reimporto, penalizzazione del traffico illecito); Decisioni OCSE; nuova Convenzione del Consiglio d’Europa 2025 sulla protezione penale dell’ambiente (primo strumento vincolante con reati ambientali, “ecocidio”, responsabilità enti, cooperazione).
- UE: Evoluzione da Reg. 1013/2006 a nuovo Reg. 2024/1157 (dal 2026: procedure notifica/autorizzazione, divieti esportazione smaltimento, rafforzamento controlli, ispezioni Commissione/OLAF); Direttiva 2024/1203 sui crimini ambientali (sostituisce 2008/99/CE, reati qualificati, sanzioni dissuasive).
- Nazionale (Italia): D.Lgs. 152/2006 (tracciabilità, FIR, catasto, art. 259 spedizioni illegali, art. 452-quaterdecies codice penale per attività organizzate); responsabilità enti (D.Lgs. 231/2001); sanzioni e procedure estintive.
Capitolo 2 – Audizioni e Procura Nazionale Antimafia
- Ampia serie di audizioni (Ministri Ambiente/Salute, Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria, ISPRA, CONAI, Procuratori DDA di varie città, Prefetti, ecc.).
- Relazione tematica del Procuratore Giovanni Melillo: evidenzia collegamenti con criminalità organizzata, casi concreti, tecniche investigative (squadre comuni), criticità controlli doganali e tracciabilità.
Capitolo 3 – Missioni
- Paesi Bassi (Rotterdam, Amsterdam, L’Aia) per analisi hub portuali europei.
- Trentino-Alto Adige e Campania (Salerno) per casi territoriali rilevanti.
Capitolo 4 – Casi di particolare interesse
- Procedimenti emblematici (Potenza/Salerno, Roma, Bolzano/Trento, Cagliari, Genova) con falsificazioni documentali, giri-bolla, esportazioni illecite verso Africa/Est Europa, coinvolgimenti porti e metalli ferrosi.
Capitolo 5 – Attività di contrasto
- Ruolo di Carabinieri TASE, Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Agenzia Dogane.
- Respingimenti spedizioni, cooperazione Eurojust/Europol.
- Criticità: controlli intra-UE limitati, documentazione complessa, sistemi tracciabilità non interoperabili.
Capitolo 6 – Relazione Procura Nazionale Antimafia
- Approfondimento investigativo sui fenomeni criminali transnazionali.
Capitolo 7 – Sintesi e osservazioni
- Evidenzia lacune normative, falsificazioni documentali (FIR, analisi), miscelazioni illecite, ruolo consorzi, necessità di aggravanti e inasprimenti penali.
Capitolo 8 – Conclusioni e proposte
- Fattispecie di reato unica in UE per omogeneizzare contrasto (apprezzamento per Direttiva 2024/1203 ma spinta a maggiore uniformità).
- Cabina di regia interforze per scambio info su spedizioni illegali.
- Rafforzamento ARPA e omogeneità controlli.
- Ulteriori misure su tracciabilità, sanzioni (anche 231/2001), falsi, miscelazioni e responsabilità enti.
La relazione sottolinea l’urgenza di armonizzazione europea/internazionale, potenziamento controlli/tracciabilità e inasprimento repressivo per contrastare un business criminale ad alto profitto e basso rischio attuale. L’Italia è in posizione avanzata ma deve spingere per standard comuni.


