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Papa Leone XIV visita la Terra dei Fuochi

Per la prima volta un Papa visita la Terra dei Fuochi, la zona tra Napoli e Caserta colpita da inquinamento organizzato e attuato dalla camorra, che ha prodotto danni ambientali devastanti e anche un aumento dell’incidenza dei tumori.

“L’inquinamento ha provocato malattie e morti premature, in particolare di ragazzi e di giovani, vere vittime dell’inquinamento ambientale. Noi crediamo infatti che c’è un rapporto tra inquinamento ambientale e l’insorgere di patologie tumorali. Per diversi anni molti lo hanno negato; ma l’Istituto Superiore di Sanità ha portato avanti un monitoraggio commissionato dalla procura di Napoli Nord sui bambini morti di tumore e ha riconosciuto che c’è un nesso di causalità tra l’inquinamento e l’alto tasso di mortalità infantile”. Queste le parole del vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, nel suo messaggio di saluto a Papa Leone XIV nel Duomo di Acerra, in città una visita pastorale nella Terra dei Fuochi. “Negli ultimi 30 anni, solo ad Acerra sono morti circa 150 tra ragazzi e giovani, senza contare gli adulti e i morti delle altre zone del territorio”, ha aggiunto Di Donna.

Il Papa, nel suo primo discorso ad Acerra, ha ricordato che “questa terra anticamente era chiamata Campania felix, perché capace di incantare per la sua fecondità, i suoi prodotti e la sua cultura, come un inno alla vita. Eppure, ecco la morte, della terra e degli uomini”. “Soffriamo per la devastazione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema – ha sottolineato Leone nel discorso in Cattedrale davanti alle famiglie delle vittime della ‘terra dei fuochi’ -, luoghi, storie e memorie. Di fronte a questa realtà ci possono essere due atteggiamenti: l’indifferenza o la responsabilità. Voi avete scelto la responsabilità e, con l’aiuto di Dio, avete iniziato un cammino di impegno e di ricerca della giustizia”.

 ”Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente”. Il Papa, nella cattedrale di Acerra, spiega le ragioni della sua visita nella Terra dei Fuochi. ”Sono qui, – dice – però anche per ringraziare chi ha risposto al male col bene, specialmente una Chiesa che ha saputo osare la denuncia e la profezia, per radunare il popolo nella speranza. Così, sapendo di visitarvi alla vigilia di Pentecoste, ho cercato nelle Sacre Scritture una pagina che potesse interpretare e ispirare il vostro cammino. L’ho trovata in una grandiosa visione del profeta Ezechiele, portato dal Signore a fare un’esperienza che per il popolo in esilio dovrà diventare un forte messaggio di risurrezione”

”Se oggi ci incontriamo, è per rispondere a questa Parola. E rispondiamo così: Signore, la morte sembra essere dappertutto, l’ingiustizia sembra avere vinto, la criminalità, la corruzione, l’indifferenza uccidono ancora, il bene sembra restare inaridito”. Il Papa – nella cattedrale di Acerra – parla ai Vescovi della Campania, ai sacerdoti, ai religiosi, alle famiglie che hanno perso i loro cari a causa dell’inquinamento ambientale. Leone incoraggia la popolazione: “Però, se tu ci interroghi, Potranno queste ossa rivivere?”, noi crediamo e diciamo: “Signore Dio, tu lo sai!. Tu sai che possiamo rialzarci, perché tu stesso ci prendi per mano. Tu sai che il nostro deserto può fiorire. Tu sai cambiare il lutto in gioia. Sorelle e fratelli, tutto questo è molto concreto: è una promessa che già diventa realtà”. Prevost cita il predecessore: ”Papa Francesco, nell’Enciclica Laudato si’, pur denunciando un paradigma di morte, ha chiaramente annunciato il silenzioso irrompere della vita nuova. Dopo avere elencato realtà in cui le persone già ripartono insieme e danno nuova forma alla giustizia sociale e ambientale, scrive: ‘L’autentica umanità, che invita a una nuova sintesi, sembra abitare in mezzo alla civiltà tecnologica, quasi impercettibilmente . Sarà una promessa permanente, nonostante tutto, che sboccia come un’ostinata resistenza di ciò che è autentico?’ Carissimi, siate testimoni di questa ”ostinata resistenza” che diventa rinascita, là dove il Vangelo illumina e trasforma la vita. Questo ci ha insegnato il Concilio Vaticano II, in particolare con la Costituzione Gaudium et spes. ”Il Signore ci fa domande nuove su come si vive nei nostri quartieri, sulla disponibilità a lavorare insieme fra persone e istituzioni, sulla nostra passione educativa, sull’onestà nel lavoro, sull’equa distribuzione del potere e delle ricchezze, sul rispetto per le persone e per tutte le creature. Potranno queste terre rivivere? Siate voi stessi la risposta: una comunità unita, nelle fede e nell’impegno. La vita allora si moltiplicherà”, il mandato del Pontefice.

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