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Presunto traffico illecito di rifiuti verso l’Est Europa: indagini chiuse, 25 indagati

L’inchiesta del Noe, coordinata dalla Dda di Lecce, sulla Bri.Ecologica: gli indagati avrebbero “giocato” sulla qualificazione di quanto gestito, risparmiando sull’onerosa procedura prevista.

BRINDISI – Mercoledì 1 aprile 2026, è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari relativo al caso della Bri.Ecologica. Stando all’inchiesta del Noe, coordinata dalla pm Carmen Ruggiero della Dda di Lecce, i vertici dell’azienda avrebbero “barato” sulla qualificazione di rifiuti destinati alla Bulgaria e alla Grecia per risparmiare e ottenere più profitti. Rispetto a quanto precedentemente noto, il numero complessivo degli indagati sale a 25. Il 20 febbraio scorso i militari avevano eseguito l’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip leccese Francesco Valente, a carico di sei persone.

I primi dettagli dell’inchiesta

Si tratta di Cosimo Roma (48 anni, di Brindisi), Sonia Milano (43 anni, di Brindisi), Danilo Conte (29 anni, di Brindisi), Danilo Venera (61 anni, di Brindisi), Manuela Milano (45 anni, di Brindisi) e Aurora Roma (28 anni, di Brindisi). Giuseppe Mugnolo (44 anni, di Perdifumo, Salerno) era inizialmente irreperibile. L’imprenditore si è poi costituito il 24 febbraio. 

Erano stati disposti i sigilli a due società, automezzi ed era stato applicato un sequestro per equivalente per 278 mila euro. Tra gli indagati in stato di libertà risultava – e risulta tuttora – la ex vice sindaca brindisina Giuliana Tedesco. Il 23 febbraio scorso si erano registrate le sue dimissioni, proprio in seguito alla notizia del suo coinvolgimento nell’inchiesta. Deve rispondere di un’accusa di falso, accusa non legata alla sua attività politica, ma alla professione di commercialista.

Gli indagati in stato di libertà

Di seguito, gli altri indagati, in stato di libertà, coinvolti nell’inchiesta. Livo Albini (54 anni, nato a Policoro e residente a Pisticci, Matera), Vasileios Alexiadis (60 anni, nato in Grecia e residente a Falconara Marittima, Ancona), Diletta Carlucci (37 anni, di Brindisi), Antonio Giunta (51 anni, di Brindisi), Giulia Granafei (35 anni, di Mesagne), Hristo Krasimirov Iliev (46 anni, nato e residente in Bulgaria), Atanas Milchev (51 anni, nato e residente in Bulgaria) e Giorgio Rizzi (42 anni, di Bari, residente in Bulgaria, era tra i destinatari di ordinanza).

Ancora: Antonio Ruggiero (59 anni, di San Vito Dei Normanni), Angelo Raffaele Sabatelli (75 anni, di San Vito Dei Normanni), Filippo Selleri (43 anni, nato a Campi Salentina e residente a Lecce), Marcella Tedesco (57 anni di Brindisi), Angelo Vinci (51 anni, nato a Brindisi e residente a San Vito Dei Normanni), Rosa Giorgia Zumbo (28 anni, di Brindisi), Lyubomir Lyubenov (42enne bulgaro), Plamen Lybenov (26enne bulgaro) e Tsvetelin Tsekov (40enne bulgaro).

L’accusa: associazione per il traffico di rifiuti

Stando a quanto ricostruito dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe), coordinati dalla pm Ruggiero, dal 2020 la Bri.Ecologica avrebbe trasportato verso l’Est Europa rifiuti speciali non pericolosi, ma trattati senza le relative e corrette procedure, che risultavano più onerose. Questo sarebbe avvenuto grazie all’avallo di chimici di laboratori analisi, trasportatori e altri operatori della filiera. Alcuni indagati avrebbero fatto risultare i rifiuti “plastiche miste”, quando in realtà le balle contenevano diversi altri materiali. 

A otto indagati viene contestato il reato associativo in materia di traffico illecito di rifiuti. Il “dominus”, per la Dda, sarebbe “Mino” Roma, gestore di fatto della Bri.Ecologica e della Eliaura Servizi. La legale rappresentante della prima azienda è Manuela Milano, mentre della seconda è Aurora Roma, figlia di Cosimo. Suo marito, Danilo Conte, in qualità di coordinatore degli operai, viene ritenuto dagli inquirenti una sorta di factotum di Cosimo Roma. 

Le altre accuse e le difese

Poi, 18 indagati devono rispondere di attività organizzata in concorso per il traffico illecito di rifiuti, in violazione delle norme in materia; due chimici di laboratorio avrebbero redatto certificazioni di analisi mendaci; cinque indagati devono rispondere di falsità ideologica in certificati; sette di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico; ci sono infine due altre accuse di falso, contestate in un caso a quattro, nell’altro a tre indagati. 

Le difese degli indagati, dal momento che le indagini preliminari sono chiuse, hanno 20 giorni di tempo per depositare memorie o altro, nell’ambito delle indagini difensive. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Massimo Manfreda, Daniela D’Amuri, Karin Pantaleo, Vincenzo Farina, Angela De Cristofaro, Giovanni Brigante, Gianfranco Schironi, Stefania Scannicchio, Giampaolo Sechi, Michele Bonsegna e Stefano Maggio.

Fonte: Brindisi report

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