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Rifiuti: la strage silenziosa

  • L’impatto letale dell’inquinamento: Pino Ciociola di Avvenire intervista Claudia Salvestrini, esperta che vive sotto scorta a causa delle sue denunce contro il traffico di rifiuti tossici. C’è una differenza fondamentale tra la violenza diretta e quella ambientale: mentre con una pistola i morti sono immediatamente verificabili, l’inquinamento (specialmente delle falde acquifere) uccide a grande distanza di tempo, rendendo la tragedia meno visibile ma non meno letale.

  • L’evoluzione del traffico e il trucco delle bolle d’accompagnamento: Sebbene il traffico illegale di rifiuti abbia cambiato immagine esteriore per adattarsi ai tempi, il meccanismo di base rimane il cosiddetto “vecchio gioco delle bolle d’accompagnamento fittizie“. Grandi quantità di rifiuti partono dai porti italiani non come scarti, bensì camuffate ufficialmente come “merce”, “sottoprodotti” o addirittura “materia rigenerata”. Questo escamotage permette di far viaggiare scarti pericolosi e “assassini” sotto una parvenza di legalità.

  • Il business economico e i “soldi insanguinati”: Dietro queste operazioni si cela un giro d’affari immenso, definito da Silvestrini come “carrettate di soldi insanguinati”. Solo all’interno del territorio europeo, il fatturato annuo derivante dal traffico illecito di rifiuti supera i 10 miliardi di euro.

  • La natura dei rifiuti esportati: I materiali che vengono spediti illegalmente non sono scarti semplici, ma spesso un “tal quale mescolato”. Si tratta di miscele pericolosissime che includono rifiuti urbani, scarti ospedalieri e sostanze tossico-nocive, tutti uniti insieme per massimizzare il profitto dei trafficanti a discapito della salute pubblica.

  • Globalizzazione del crimine e la rotta verso l’Africa: i trafficanti di rifiuti sono soggetti globalizzati, che agiscono senza scrupoli né confini. A causa delle restrizioni che impediscono l’invio diretto in Asia, i rifiuti attraversano l’Europa per raggiungere l’Africa, che è ormai diventata la “pattumiera” dei rifiuti europei più pericolosi, inclusi quelli radioattivi. Una parte considerevole di questi rifiuti è di origine italiana.

  • La situazione interna dell’Italia non è affatto migliore rispetto agli scenari internazionali. il territorio nazionale versa in una condizione “tragica”, caratterizzata da vaste aree completamente distrutte e devastate dall’abbandono sistematico di rifiuti. Claudia Salvestrini indica due strade obbligate che rappresentano il “minimo” indispensabile:
    1. Aumento degli impianti di riciclo: È fondamentale incrementare il numero di impianti finali, sia per il riciclo meccanico che per quello chimico, per gestire correttamente il ciclo dei rifiuti.
    2. Misure fiscali: Viene citata come essenziale l’introduzione della plastic tax, una misura che, secondo la testimonianza, il governo attuale non è ancora riuscito a rendere operativa.

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