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ALBANIA

Il traffico di rifiuti verso l’Albania è un fenomeno che affonda le sue radici in anni lontani. Fin dai primi anni 2000 sono stati segnalati infatti tentativi ricorrenti di traffico da e verso Italia, con carichi dichiarati erroneamente, intercettati nei porti di Bari o Ancona. Situazioni di corruzione diffusa hanno favorito flussi illegali attraverso documentazione falsificata.

Nel dicembre 2024, oltre 16 tonnellate di rifiuti urbani, caricate su un autoarticolato, sono state sequestrate ad Ancona mentre erano pronte per essere imbarcate su una nave diretta in Albania. Le indagini sono state condotte dal Comando Provinciale di Ancona, in collaborazione con i funzionari dell’Ufficio delle Dogane.

In altri casi i traffici sono stati scoperti a destinazione. Nel 2022, le autorità albanesi hanno sequestrato 150 tonnellate di rifiuti italiani, tra cui rifiuti ospedalieri, pericolosi e industriali. Nel febbraio del 2020 la polizia albanese ha svelato un traffico di rifiuti tossici e agenti cancerogeni come l’amianto, controllando, al porto di Valona, un traghetto proveniente da Brindisi. Secondo la ricostruzione, dall’Italia sarebbero dovuti arrivare nella città portuale albanese per essere interrati.

Di recente ha registrato una ripercussione a livello nazionale, il caso della nave Moliva, battente bandiera turca, con a bordo 2100 tonnellate di presunti rifiuti tossici spediti nel luglio 2024 dall’Albania alla volta della Thailandia, e fatta rientrare al porto di Durazzo. Il tema dei rifiuti è un argomento centrale della vita politica dell’Albania. Appena insediatosi, il presidente del Consiglio Edi Rama nel 2013 ha immediatamente impedito che la legge che permetteva l’importazione di rifiuti di plastica, legno, carta e alluminio, fosse implementata.

La linea di Rama, però, nel 2016 è cambiata riproponendo l’importazione dei rifiuti. E oggi in discussione c’è un nuovo progetto di legge che va nella direzione di far entrare nel territorio albanese rifiuti esteri.
Nel settore ambientale, non sono mancati casi di corruzione nelle istituzioni. Nel 2021, l’ex ministro dell’Ambiente Lefter Koka e nel 2023 il vice primo ministro Arben Ahmetaj sono stati coinvolti in scandali legati a degli inceneritori.

Tipi di Rifiuti Illegali e Pratiche Comuni

I rifiuti illegali in Albania includono:

  • Rifiuti urbani e municipali: Principalmente organici (57,3%), plastica e carta (9-10% ciascuno), spesso abbandonati in discariche non autorizzate o bruciati all’aperto. Circa 190 discariche illegali sono attive, senza permessi ambientali o sistemi di controllo.
  • Rifiuti pericolosi: Inclusi polveri da forni elettrici (EAFD) e ossido di ferro, esportati illegalmente. Un caso del 2024 coinvolge 102 container sospetti di rifiuti tossici, spediti in Thailandia ma rifiutati, con origini da Albania, Kosovo e Germania.
  • Rifiuti industriali e da costruzione: Trafficati illegalmente, spesso da paesi UE come l’Italia, verso Albania per smaltimento a basso costo.
  • Pratiche: Dumping illegale in fiumi (es. Ishem, Erzen), incendi spontanei o intenzionali, e traffico transfrontaliero. Europol identifica Albania come destinazione primaria per rifiuti tossici dal Sud Europa. Il settore informale, inclusi raccoglitori (spesso comunità Roma), contribuisce al riciclo ma opera in condizioni pericolose.

Dati e Statistiche Principali

  • Generazione e Gestione: Nel 2022, 820.000 tonnellate di rifiuti urbani generate, con 77% in discarica, <20% riciclato e il resto bruciato o non raccolto. Nel 2019, 1.087.000 tonnellate (381 kg/capita), con solo 60% raccolto. Nel 2024: 76,3% in discarica, 18,8% riciclato, 4,9% incenerito, dumping illegale ridotto a 0,02%.
  • Discariche Illegali: Solo 40% dei rifiuti smaltiti in discariche legali (es. Bushati, Maliqi, Bajkaj, Sharra, capacità totale 434.362 tonnellate/anno). Nel 2018, 610.762 tonnellate in siti illegali vs 401.755 in legali; 190 discariche non autorizzate attive. Circa 12 municipi su 61 mancano di discariche adeguate.
  • Esportazioni Illegali: Almeno 20.000 tonnellate di rifiuti pericolosi esportate illegalmente dal 2020. Il traffico di rifiuti illeciti genera 9-11 miliardi di euro annui globalmente. Casi: 102 container (2024) con sospetti rifiuti tossici da acciaierie Kurum, rimpatriati dopo rifiuto da Thailandia.
  • Inceneritori e Fallimenti: Tre concessioni (Tirana, Elbasan, Fier) costate 90 milioni di euro in 6 anni; solo Elbasan operativo ma fermo, gli altri non costruiti o incompleti. Capacità inceneritori: Elbasan 120-140 tonnellate/giorno, Fier 180-200, Tirana 550-800.
  • Copertura Popolazione: 70-86% servita da raccolta pubblica, con lacune rurali.
AnnoRifiuti Generati (tonnellate)% in Discarica% Riciclato% InceneritoDumping Illegale (tonnellate/%)
2018N/AN/AN/AN/A610.762 (stimato)
20191.087.000Alto10-18,5%BassoSignificativo
2022820.00077%<20%RestoNon raccolto
2024862.24176,3%18,8%4,9%0,02%

Impatti Ambientali, Sanitari ed Economici

  • Ambientali: Inquinamento di falde acquifere da percolati, emissioni di metano e tossine da incendi. Fiumi come Ishem e Erzen fungono da “trasportatori” di rifiuti, con impatti su Adriatico e paesi vicini (Montenegro, Croazia). Dumping illegale minaccia ecosistemi e turismo, con alluvioni che peggiorano la dispersione.
  • Sanitari: Esposizione a tossine causa malattie respiratorie; raccoglitori informali a rischio senza protezioni.
  • Economici: Spesa pubblica di 260 milioni di euro in 6 anni per gestione, con 90 milioni a inceneritori fallimentari. Traffico illecito vale miliardi globalmente; in Albania, contratti fraudolenti costano ai contribuenti almeno 100 milioni di euro. Turismo minacciato da inquinamento costiero.

Coinvolgimento del Crimine Organizzato

Il crimine organizzato controlla parte del settore: aziende come AMR (coinvolta in traffico di cocaina), Integrated Energy BV (controllata da fuggitivi Mirel Mërtiri e Klodian Zoto), Viola Green e altre hanno ottenuto contratti per oltre 8-20 milioni di euro, spesso come unici offerenti. Connessioni a traffico di droga, corruzione e riciclaggio; ex-ministri e funzionari condannati per abusi. Europol nota aumento di spedizioni illegali, con Albania destinazione per rifiuti dall’Italia.

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