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Stop al traffico illegale, la Malesia: “Non siamo una discarica per il mondo”

Nessuna eccezione per i rifiuti elettronici in Malesia, non più. Dal 4 febbraio, l’importazione di e-waste è stata inserita nella categoria di “divieto assoluto” dell’ordinanza doganale del 2023, rendendo illegali tutti gli ingressi di questo tipo di scarti nel Paese. Per anni, questa tipologia di rifiuti è rientrata in una categoria che consentiva eccezioni, lasciando margini di discrezionalità alle autorità competenti. Con la nuova classificazione, invece, questi spazi vengono eliminati definitivamente.

La decisione è stata presa dalla task force che coordina l’applicazione delle norme sulle importazioni di rifiuti, presieduta dal capo della Commissione anticorruzione malese, Tan Sri Azam Baki. Il Dipartimento dell’Ambiente è stato incaricato di attivarsi per l’aggiornamento formale delle procedure doganali. Oltre al divieto, è stata annunciata l’istituzione di un comitato speciale incaricato di rafforzare i controlli operativi, guidato dal responsabile del controllo dell’Agenzia per la protezione delle frontiere a Port Klang, uno dei porti più trafficati della regione.

Il provvedimento arriva dopo anni in cui la Malesia ha dovuto fare i conti con grandi volumi di e-waste importato, in gran parte sospettato di essere illegale e pericoloso per la salute umana e per l’ambiente. Questo tipo di rifiuti, infatti, può contenere piombo, mercurio e cadmio, sostanze che, se smaltite in modo scorretto, inquinano suolo e risorse idriche. Negli ultimi anni i sequestri di container sospettati di contenere rifiuti elettronici nei porti del Paese sono cresciuti sempre di più. Gli ambientalisti chiedevano da tempo un intervento strutturale, denunciando i rischi per le comunità locali e l’ambiente. Un tema diventato ancora più sensibile dopo che sono emersi presunti episodi di corruzione legati alla gestione dell’e-waste, che hanno portato all’arresto di alti funzionari del Dipartimento dell’Ambiente.

«La Malesia non è una discarica per i rifiuti del mondo», si legge in un post sui social diffuso mercoledì 4 febbraio dal Ministero dell’Interno. «L’e-waste non è solo spazzatura, ma una grave minaccia per l’ambiente, la salute delle persone e la sicurezza nazionale».

Fonte: Corriere della Sera

Articolo di Alessandra Nardini

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