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Traffico di rifiuti a Sabaudia, sequestrati azienda, quote e 11 mezzi


Blitz dei carabinieri del Nipaaf del gruppo di Latina, insieme ai militari forestali, in una struttura situata a Borgo San Donato, nel comune di Sabaudia, dove è stata eseguita una vasta operazione legata al presunto traffico illecito di rifiuti, anche speciali e pericolosi.

Su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Roma, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo che ha riguardato l’intera azienda, le quote societarie e 11 mezzi utilizzati per l’attività, nell’ambito di un’indagine che ha portato complessivamente a 29 persone indagate.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la società avrebbe gestito nel tempo ingenti quantitativi di rifiuti conferiti da terzi soggetti, operando in presunta violazione delle normative ambientali. I materiali trattati sarebbero stati non tracciati e privi della documentazione obbligatoria prevista dalla legge, con irregolarità anche nelle fasi di trasporto e smaltimento.

Le accuse riguardano in particolare la gestione di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, movimentati attraverso una struttura organizzata e continuativa che avrebbe consentito, secondo l’impianto investigativo, di incrementare i profitti illeciti.

Tra gli indagati figura anche l’amministratore unico della società, ritenuto al centro del presunto sistema. A 24 soggetti viene contestata la gestione e il trasporto illecito dei rifiuti, mentre ad altri 4 viene attribuita la sola gestione irregolare del materiale.

Le attività investigative hanno evidenziato l’utilizzo di una rete operativa che avrebbe permesso il conferimento e lo stoccaggio dei rifiuti nella struttura pontina in assenza delle necessarie autorizzazioni e controlli.

Nonostante il sequestro, l’azienda non è stata chiusa: il tribunale ha infatti nominato un amministratore giudiziario, incaricato della gestione della struttura sotto controllo dell’autorità giudiziaria.

Le indagini proseguono per definire l’intera rete dei rapporti e le eventuali responsabilità all’interno del presunto sistema illecito di gestione dei rifiuti nel territorio del basso Lazio.

fonte ANSA

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