Nella provincia vietnamita di Ninh Binh le autorità stanno rafforzando l’azione di contrasto ai reati ambientali, con particolare attenzione allo smaltimento illecito di rifiuti, agli scarichi non trattati e allo sfruttamento abusivo delle risorse naturali.
Secondo quanto riportato da Vietnam.vn, la Polizia economica provinciale ha intensificato i controlli nei distretti industriali e nei villaggi artigianali, concentrandosi sulle violazioni connesse alle emissioni e agli scarichi, ai sistemi di monitoraggio alterati e alla gestione irregolare dei rifiuti solidi industriali. Queste attività hanno portato all’avvio di cinque procedimenti per inquinamento ambientale, con otto imputati coinvolti.
Un altro fronte riguarda l’estrazione illegale di risorse minerarie. Le autorità locali hanno individuato, tra gli altri casi, un deposito di materiali da costruzione collegato allo sfruttamento illecito di oltre 22.000 metri cubi di minerali, con profitti ritenuti illeciti superiori a 1,1 miliardi di dong vietnamiti. Parallelamente sono proseguite le attività contro il commercio e il trasporto illegale di specie animali rare e protette.
Il rafforzamento della tutela ambientale viene inserito in una strategia più ampia di prevenzione, basata sull’individuazione anticipata delle aree a rischio e su un maggiore coordinamento tra le autorità competenti. Tra i settori considerati più sensibili figurano il territorio, le risorse minerarie, le attività produttive e le aree industriali.
Il caso di Ninh Binh evidenzia come il contrasto agli ecoreati stia assumendo un ruolo crescente anche nei sistemi di sicurezza economica e territoriale dei Paesi asiatici. Le violazioni ambientali non vengono più affrontate soltanto come infrazioni amministrative, ma sempre più spesso come fenomeni criminali da prevenire attraverso controlli mirati, analisi dei rischi e procedimenti penali.
Fonte: Vietnam.vn / Báo Ninh Bình, 21 settembre 2026.


