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Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, XVIII Legislatura (2018-2022)

Dal 1995, anno in cui venne istituita per la prima volta una Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, l’Italia ha avviato un percorso di indagine sistematica su uno dei temi più delicati e controversi della gestione ambientale. Mentre la Commissione Antimafia risale al 1962, quella sulle cosiddette ecomafie è una conquista più recente, ma altrettanto significativa. A partire dalla XIII legislatura, queste commissioni sono diventate bicamerali, istituite con legge, e hanno prodotto relazioni fondamentali per comprendere il fenomeno, denunciare le criticità e formulare proposte concrete.

XVIII Legislatura (2018–2022)

Durante la XVIII legislatura, la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse ha proseguito il lavoro di monitoraggio, indagine e proposta legislativa, consolidando la funzione di presidio parlamentare su uno dei temi più complessi del sistema ambientale italiano. Istituita con legge n. 1 del 2019, la Commissione ha affrontato con metodo trasversale questioni legate alla gestione dei rifiuti urbani e speciali, ai traffici illeciti, alle bonifiche dei siti contaminati, all’economia circolare e al contrasto delle ecomafie.

Nel corso dei lavori sono state svolte oltre 120 audizioni, numerose missioni conoscitive, analisi su base territoriale e approfondimenti tecnici, che hanno permesso alla Commissione di raccogliere evidenze dettagliate e attuali. Uno dei focus principali ha riguardato le criticità connesse alla gestione dei rifiuti nel Mezzogiorno, con particolare attenzione alle Regioni Campania, Calabria, Sicilia, Puglia e Lazio, dove persistono carenze infrastrutturali, inefficienze organizzative e, in alcuni casi, opacità nella gestione pubblica e privata.

La Commissione ha dedicato capitoli specifici a fenomeni emergenti come:

  • la gestione degli impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) e il loro impatto sulla filiera del riciclo e dello smaltimento;
  • l’abbandono dei rifiuti nelle aree rurali e industriali, in particolare nelle zone interne e nei territori a rischio marginalizzazione;
  • l’esportazione irregolare di rifiuti verso Paesi extra UE, con particolare riferimento ai flussi verso l’Asia e l’Africa;
  • le criticità nelle bonifiche dei SIN (Siti di Interesse Nazionale), dove i ritardi negli interventi rappresentano una vera emergenza ambientale e sanitaria.

La relazione ha anche evidenziato le fragilità del sistema dei controlli ambientali, suggerendo un rafforzamento del coordinamento tra enti pubblici, l’adozione di strumenti tecnologici avanzati per la tracciabilità e una revisione dei criteri di autorizzazione degli impianti.

Infine, la Commissione ha formulato proposte puntuali per migliorare l’attuazione dell’economia circolare, ridurre il ricorso alle discariche, promuovere l’innovazione nella gestione del ciclo dei rifiuti e contrastare in modo più efficace le attività criminali legate al settore.

Nel complesso, il lavoro svolto nella XVIII legislatura restituisce un’immagine articolata e critica del sistema italiano, con luci e ombre, ma anche con chiare indicazioni per una trasformazione sostenibile e trasparente del ciclo dei rifiuti.


XVII Legislatura

Relazione finale della commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti – XVII Legislatura (2018–2022) | Intero documento

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