In Italia, la principale normativa che recepisce i principi dell’economia circolare è il Decreto Legislativo n. 116/2020, che modifica il Decreto Legislativo n. 152/2006 (Codice dell’Ambiente) per allineare la legislazione italiana al Pacchetto Economia Circolare dell’Unione Europea (direttive 2018/851/UE e 2018/852/UE). Questa legge si concentra sulla gestione sostenibile dei rifiuti e sulla promozione di un modello economico circolare. Ecco i punti principali:
Obiettivi
– Ridurre la produzione di rifiuti.
– Promuovere il riutilizzo, il riciclo e il recupero dei materiali.
– Minimizzare lo smaltimento in discarica e l’incenerimento.
– Favorire la transizione verso un’economia circolare, in cui i prodotti e i materiali restano in uso il più a lungo possibile.
Contenuti principali
– Responsabilità estesa del produttore (EPR):
– I produttori sono responsabili del ciclo di vita dei prodotti, inclusa la gestione dei rifiuti derivanti dai loro prodotti (es. imballaggi, apparecchiature elettriche, batterie).
– Obbligo di organizzare sistemi di raccolta e riciclo, anche attraverso consorzi.
Gerarchia dei rifiuti
– Priorità alla prevenzione, seguita da preparazione per il riutilizzo, riciclo, recupero di energia e, come ultima opzione, lo smaltimento.
Obiettivi di riciclo:
– Entro il 2025: riciclo del 55% dei rifiuti urbani.
– Entro il 2030: 60%.
– Entro il 2035: 65%, con un limite massimo del 10% di rifiuti urbani smaltiti in discarica.
Raccolta differenziata:
– Obbligo per i Comuni di potenziare la raccolta differenziata, con particolare attenzione a frazioni come organico, carta, plastica, vetro e metalli.
– Introduzione di sistemi di raccolta separata per i rifiuti tessili (obbligatoria dal 1° gennaio 2022) e per i rifiuti pericolosi domestici.
Imballaggi:
– Norme specifiche per ridurre gli imballaggi monouso e promuovere materiali riciclabili o compostabili.
– Obiettivi di recupero e riciclo per gli imballaggi (es. 70% per gli imballaggi in plastica entro il 2030).
Tracciabilità dei rifiuti:
– Rafforzamento del sistema di tracciabilità (es. Registro Elettronico Nazionale sulla Tracciabilità dei Rifiuti – RENTRI) per monitorare il ciclo dei rifiuti e contrastare lo smaltimento illegale.
Sanzioni:
– Inasprimento delle pene per violazioni ambientali, in linea con la legge sugli ecoreati (Legge n.68/2015).
Contesto e impatto
Il D.lgs. 116/2020 integra il quadro normativo del D.lgs. 36/2003 (sulle discariche) e altre disposizioni del Codice dell’Ambiente, promuovendo un approccio sistemico alla gestione dei rifiuti. Ha incentivato:
– Investimenti in infrastrutture per il riciclo.
– Innovazioni nei materiali e nei processi produttivi.
– Maggiore consapevolezza su consumi e smaltimento responsabili.
Altre normative collegate
– Legge n. 221/2015 (Collegato Ambientale): introduce misure per la green economy, come incentivi per il riutilizzo e la mobilità sostenibile.
– Direttiva SUP (2019/904/UE): recepita in Italia con il D.lgs. 196/2021, vieta prodotti in plastica monouso (es. posate, piatti, cannucce) e promuove alternative sostenibili.
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