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MONTENEGRO

Le indagini internazionali mostrano che il traffico di rifiuti pericolosi coinvolge anche il Montenegro.
Nel 2019, circa 4.000 tonnellate di rifiuti tossici provenienti dal cantiere navale di Bijela sono state spedite in Ucraina con documenti falsificati dalla società francese Valgo. Le analisi successive hanno confermato che si trattava di materiale altamente inquinante, oggi ancora sotto sequestro nel porto di
Kherson. Nello stesso anno, circa 38.000 tonnellate di sabbia contaminata provenienti dagli stessi siti montenegrini sono state esportate in Spagna, verso la discarica di Nerva (Huelva).

Le organizzazioni ambientaliste, tra cui Ecologistas en Acción, hanno denunciato il trasferimento come possibile violazione della Convenzione di Basilea, che vieta l’importazione di rifiuti pericolosi tra Paesi privi di accordi bilaterali specifici. Questi casi dimostrano come la cattiva gestione dei rifiuti in Montenegro non solo minacci l’ambiente interno, ma contribuisca anche alla proliferazione di
traffici illeciti e smaltimenti irregolari oltre i confini.

Il contrabbando e il traffico illegale di rifiuti non riguardano solo i Paesi extra-UE. Nei Paesi balcanici membri dell’Unione, come la Croazia, sono state scoperte reti criminali organizzate. Nel febbraio 2025, tredici persone sono state arrestate per l’importazione illegale di 35.000 tonnellate di rifiuti
pericolosi provenienti da Italia, Slovenia e Germania, spacciati per plastica riciclabile. Documenti falsificati, società di copertura e discariche abusive hanno permesso anche lo smaltimento di rifiuti sanitari locali, con profitti stimati in almeno quattro milioni di euro.

Approfondimento Inchiesta sul Montenegro

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